Cos’è la fat bike e i motivi del suo successo

La fat bike sono l’ultima innovazione in fatto di ciclismo fuori pista, una vera e propria evoluzione della mountain bike. I primi ad avere una visione di ciò che sarebbe stato il futuro fu l’azienda Surly, che dal primo modello della Pugsley progettato in Minnesota nel 2005, il quale montava i primi esperimenti di gomme Endomorph, è divenuta nel corso degli anni un vero e proprio fenomeno fino alla nascita della fat bike elettrica. Ma in che cosa si differenzia? A che cosa deve il suo nome?

Grasso localizzato

Il nome fat in inglese significa grasso. Questo magari potrebbe suggerire l’idea balzana di una bicicletta dal telaio immenso, fatta magari per sostenere persone sovrappeso, tuttavia la realtà è ben distante. L’unico elemento di proporzioni generose di una fat bike è il suo pneumatico, progettato per poter aderire anche ai terreni più estremi come neve, fango o sabbia e permettere a chi impugna il manubrio di poter arrivare laddove non potrebbe mai arrivare con una mountain bike. Le ruote, che possono arrivare fino a settantacinque centimetri di diametro, e i larghi copertoni, garantiscono inoltre una stabilità e un equilibrio superiori a quelli di una bicicletta standard, rendendola pratica e facile da usare anche per chi sia alle prime armi. A discapito del nome, peraltro, non tutti i modelli di fat bike sono pesanti da trasportare: con le ruote sprovviste di camere d’aria, telai in carbonio sviluppati in tempi recenti e sezioni estreme dei pneumatici che consentono di risparmiare sul peso delle sospensioni, il peso di una fat bike può arrivare ad essere inferiore ai dieci chili, rendendola indicata per chi dovesse affrontare dei tratti talmente impervi da dover spingere a mano il proprio mezzo, il quale è provvisto di tutti gli elementi per effettuare un backpacking per i lunghi viaggi.

Un’innovazione per tutti i gusti

Oltre alla propria predisposizione all’avventura e al suo design particolare, un grande motivo del successo di questo fenomeno risiede nella varietà. Le fat bike non sono tutte uguali, ma anzi esistono parecchi modelli diversi tra di loro, in particolar modo (ma non solo) per quanto riguarda la geometria del telaio, che possono già marcare un primo confino tra i modelli fatti per strade di campagna, da quelle invece progettate per essere da corsa. Negli ultimi anni si sono intravisti modelli di fat bike ammortizzate sia nel posteriore che nell’anteriore, capaci di limitare scossoni e vibrazioni, oltre a fat bike a pedalata assistita. Questa evoluzione ha visto la nascita della bici elettrica fat bike, aprendo un vero e proprio mondo a parte per gli appassionati delle due ruote. Questa vera e propria rivoluzione, però, non è giunta con l’aspettativa di un grande costo per l’acquirente: per chi disponga di un budget di fascia economica, la scelta di fat bike fino a duecento euro è comunque molto ampia. Per chi invece volesse un modello più elaborato i modelli di fat bike da 250 watt possono costare sui settecento-ottocento euro, con una crescita che va di pari passo alla potenza del motore che può arrivare fino ai modelli di fat bike elettrica da 1000 watt, un vero e proprio gioiello per chi voglia provare un’esperienza outdoor a due ruote.